Il 1 gennaio del 2009 è nata l’Associazione per la Promozione Sociale CASCADA” con lo scopo di riunire diversi gruppi di professionisti per realizzare progetti missionari mirati.

I Professionisti Missionari, d’ora in poi li chiameremo così, come soci potranno partecipare in modo attivo alla realizzazione di progetti a nome dell’Associazione; lavorare in equipe con colleghi della stessa professione per la realizzazione di progetti più ampi e lavorare in sinegia con altre discipline. Ci sono anche altri modi meno impegnativi per far parte di Cascada, come simpatizzanti per condividere lo spirito e l’idea o come benefattori per sostenere economicamente i progetti missionari.

I professionisti attualmente appartenenti all’associazione sono medici, architetti, ingegneri, psicologi, informatici, operatori sanitari, economisti, artisti ed un nutrito gruppo di giovani universitari. Sono tutti uniti dalla passione per un grande progetto: quello di far scorgere l’amore di Dio attraverso la testimonianza e l’aiuto.

La Missione é rivolta alle povertà umane: sociali, psichiche, sanitarie e ambientali. In che modo Cascada intende affrontare tali povertà? Promuovendo progetti di prevenzione e valorizzazione dell’ambiente a salvaguardia del rispetto e della dignità delle persone che lo abitano. Ideando e realizzando progetti di formazione professionale per un reale sviluppo delle aree geografiche più disagiate del pianeta.

E missioni di Cascada vanno da piccoli interventi mirati a progetti complessi, sia in Italia che all’estero, ovunque sia necessario portare anche solo un piccolo seme di umanità.

 

Le origini di Cascada?

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Circa due anni fa un piccolo gruppo di professionisti di diverse specializzazioni, ha iniziato a riunirsi su iniziativa di tre laici salvatoriani Mariella D’Angelica, Francesco Provengano e Giuseppe Rogolino, per condividere l’idea di un apostolato salvatoriano basato sulle diverse forze e competenze professionali.

L’idea si ispirava a quella avuta da P. Jordan, a proposito della Società Cattolica Istruttiva, in cui egli intendeva far confluire quei laici che per le loro caratteristiche professionali potevano agire in un particolare strato della società.

Il pensiero di P. Jordan ha guidato il gruppo fondatore attraverso l’attenta analisi del suo Diario Spirituale e soprattutto della “Voce”. Questi testi hanno permesso di approfondire le idee che emergevano dal gruppo, aggiungendo una grande ricchezza di significati e di indicazioni su come seguire la via di un apostolato che potesse arrivare a tutti in ogni modo con ogni strumento.

Questo gruppo, spinto dall’entusiasmo e dalla passione del carisma salvatoriano, ha pensato alla possibilità di fondare un’associazione, proprio come sognò e realizzò ai suoi tempi P. Jordan con la Società Cattolica Istruttiva. Le fondamenta già c’erano, bisognava soltanto leggere i segni dei nostri tempi, pregare e attualizzare l’idea di Jordan.

Si è deciso di lavorare sull’idea per due anni, per far crescere la motivazione e per far innamorare dell’idea tutte le persone che si avvicinavano, solo così sarebbe stata possibile la nascita di un’associazione di questo tipo.

Era necessario un tempo per maturare in ognuno l’idea e non solo, bisognava anche rendersi conto della necessità di essere  “sale e fuoco” per insaporire l’insipidezza dei nostri tempi e per infuocare i cuori tiepidi che aspettano di essere riaccesi. E convinti, proprio come P. Jordan, che lo zelo apostolico e l’unità potesse essere una grande forza per portare il messaggio di salvezza a un mondo sempre più lontano dall’essenziale .

All’inizio i professionisti erano in tutto una decina per lo più architetti, medici, psicologi e giornalisti da subito si sono innamorati con entusiasmo all’idea e così come un Tam tam hanno iniziato ad allargare il gruppo ad amici, colleghi e conoscenti che sentivano il desiderio di fare apostolato nel loro lavoro. Sono cominciati ad arrivare informatici, avvocati, commercialisti, assistenti sociali, insegnanti e piano piano in modo molto semplice si è cominciato a condividere il futuro progetto. Leggendo la “Voce” come orientamento e le esortazioni di Jordan l’idea di un progetto prendeva sempre più forma, e anche se per noi ancora era tutto inconsapevole si stava già realizzando perché lui lo conosceva bene.

Così le fondamenta già c’erano, Jordan aveva fatto un gran lavoro prima di noi e niente andava perso anche dopo oltre 200 anni dalla sua idea: il carisma salvatoriano è chiaro e profondo ed è stato subito applicabile.

I gruppi si sono cominciati a vedere separati per area di specializzazione ed ognuno pensava nel proprio ambito come poter essere utile nel realizzare l’idea. Ogni due mesi circa si faceva un’ assemblea insieme con tutti i gruppi per condividere ciò che ognuno separatamente aveva elaborato e noi laici salvatoriani leggevamo e interpretavamo il tutto alla luce della nostra spiritualità e del nostro carisma.

Così questi incontri oltre che essere di confronto sulle possibili azioni missionarie diventavano anche opportunità per sensibilizzare i professionisti al nostro carisma e dare direzione per un opera salvatoriana.

Queste riunioni erano sempre molto creative, in questa unità di carismi e di competenze nascevano molte idee di apostolati, ci si rendeva conto che molti progetti potevano essere in sinergia e questa era davvero una ricchezza nel fare missione.

Nei confronti emergevano anche svariate possibilità nei contributi che ogni professionista poteva offrire per un apostolato su vasta scala.

 Dopo aver affidato nel giugno 2008 l’idea al fondatore Padre Francesco Maria della Croce Jordan e alla Beata Maria degli Apostoli, nel gennaio del 2009 è nata “Cascada “ un’associazione salvatoriana di promozione sociale.

Il progetto rispetto a quello originario di Jordan aggiunge il coinvolgimento diretto degli associati nello sviluppo concreto dei progetti missionari che loro stessi realizzeranno. Inoltre tra le diverse forme di collaborazione all’associazione, una è quella di fare progetti anche personali o in collaborazione tra professionisti a nome dell’associazione ed una percentuale del ricavato economico viene donata alla stessa. Immaginando nel futuro tanti professionisti, si può pensare alla formazione di un contenitore economico nel quale potranno confluire queste iniziative e altre di benefattori.

L’opzione è per i poveri, le entrate economiche verranno devolute interamente per sostenere persone o famiglie in difficoltà, per i diversi bisogni sociali e per sviluppare progetti missionari a trecento sessanta gradi, dunque dal più vicino al più lontano.

L’associazione si muoverà sempre su tre livelli: ambientale, sociale e missioni estere.

Alla base del progetto sta il profondo senso che P. Jordan aveva dell’umiltà cui bisogna sempre fare riferimento, ed è per tale ragione che l’associazione Cascada vuole essere un’opera salvatoriana in continua elaborazione. E’ per questa ragione siamo convinti che, per portare buoni frutti, l’idea di Jordan, deve essere progettata e realizzata con il contributo di tutti gli associati. La sua crescita non deve essere stimolata dal singolo, ma da ogni uomo o donna che vi partecipi. Per tale ragione, possiamo dire che la vera forza di questa intuizione, si può sintetizzare in una sola parola: Il progetto infinito”.

L’ intuizione di P. Jordan di riunire uomini di cultura, giornalisti, scienziati e tutti gli uomini di buona volontà per unire le forze e portare al mondo il messaggio di salvezza ci sembra realizzabile ancora agli inizi del terzo millennio proprio come allora.

La convinzione di Jordan che i laici, in particolar modo gli scienziati, i professori universitari, gli scrittori e i giornalisti, potessero con la loro cultura e le loro competenze, avere una grande influenza nella formazione della società è anche la nostra profonda convinzione. Ogni professionista nelle più svariate discipline, dal medico all’architetto, dal giornalista al fornaio, ciascuno nel proprio ambiente, può essere un eccellente testimone di fede.

L’obiettivo salvatoriano è sempre lo stesso: finché tutti… conoscano te, l`unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” . La solide fondamenta su cui si basa, invece, sono presenti nell’altro pensiero jordaniano: essere totalmente contemplativi e totalmente attivi.

Infine, l’energia a cui attingeranno i volontari di Cascada, naturalmente sarà nella preghiera. P. Jordan, era un uomo di preghiera ed ogni sua azione era strettamente legata ad essa, egli diceva “Se voi volete essere idonei al compito, se volete diventare apostoli, se volete operare grandi cose, diventate uomini di preghiera. Non potete realizzare il vostro compito se non avete la forza e la grazia dall’alto. Più voi vi rivolgerete alla terra, tanto meno compirete la vostra missione. Più voi vi rivolgerete al cielo, tanto più farete.” (La Voce 243).

Nel 2010 Cascada è diventata una O.N.L.U.S.

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