Catania – Museo Civico “Castello Ursino”

L’arte tende la mano ai migranti e nei cinque continenti diventa la regina di un’agorà interculturale a salvaguardia dell’uomo e del suo habitat: è ‘Connessus’, un programma ideato da Giuseppe Rogolino insieme a Giusy D’Arrigo, per realizzare una connessione globale attraverso la creatività. Un viaggio complesso per il quale è necessario usare “il veicolo più adatto e l’equipaggio più idoneo – spiegano i due artisti – Il veicolo è l’Arte e l’equipaggio è composto da scienziati, letterati, filosofi, teologi e naturalmente artisti”. Sarà Catania ad ospitarne l’anteprima, ‘Aspettando Connessus: Artisti di frontiera per i popoli in fuga’, dal 30 aprile al 15 maggio, nell’open space di Castello Ursino.

Una iniziativa che nasce, quindi, per presentare il primo evento del Programma Connessus, che partirà nel 2017, ‘Jihart – Arte e Pace’, promosso dall’associazione Salvatoriana Cascada onlus. Un programma internazionale che, dopo la partenza europea di Catania, sarà portato negli altri quattro continenti.

I sassi provenienti da zone di guerra incastonati nella Neth in mostra a Castello Ursino, Catania

Dopo la conferenza stampa del 28 aprile al Palazzo degli Elefanti, moderata da Marco Eugenio Di Giandomenico, docente di economia della cultura e dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e alla presenza del sindaco Enzo Bianco, il 30 aprile a Castello Ursino, sede del Museo Civico di Catania, ci sarà una rappresentazione che riproduce in scala quello che avverrà dal 3 aprile 2017 nella sede offerta dal sindaco per ‘Connessus’, individuata in Parco Gioeni che per l’occasione prenderà il nome di Angelo D’Arrigo, l’aviatore catanese, famoso per le sue traversate in deltaplano con le gru e le aquile, morto nel 2006 a causa di un incidente avvenuto durante una dimostrazione di volo a Comiso. Il cuore di Connessus è rappresentato dalla Neth, una scultura di dodici metri d’altezza realizzata da quattro artisti aderenti al movimento NethArs: Giusy D’Arrigo, Giuseppe Rogolino, Rosario Genovese e il quarto, ancora da definire, perché sarà un artista proveniente da una di quelle terre dilaniate dalla guerra.

In un lato della Neth, sono state incastonate sei pietre provenienti da sei luoghi diversi: Iraq, Libano del sud, Afghanistan, Kosovo e Centrafrica, reliquie di guerra gentilmente offerte dall’inviato di RaiNews24 Ettore Guastalla. Tale scultura sarà eretta al centro dell’Agorà Connessus, uno spazio progettato per far incontrare e interagire il mondo della cultura e i cittadini. Una piazza “in grado di generare quella scintilla necessaria a riavviare un nuovo e sempre più necessario processo di cambiamento”.

Giusy D’Arrigo – artista

Ma l’aspetto più importante di Connessus, essendo basato sul volontariato, è quello di generare un volano economico mirato al sostegno dei profughi di guerra. “Il messaggio che passa oggi – scrive Rogolino laico salvatoriano e presidente dell’Associazione Cascada – è che la strada della felicità passa per lo shopping, noi di Connessus invece siamo certi che la strada per la felicità passa per la conoscenza nella condivisione”.

Sui pannelli espositivi posti ad emiciclo intorno alla Neth saranno esposte sette opere di Giusy D’Arrigo e sette di Rogolino sul tema dei profughi di guerra. La Neth esposta al museo, non è di 12 metri come quella che sarà eretta al Parco Angelo D’Arrigo, ma di 2 metri. È stata realizzata da Rogolino insieme a Giusy d’Arrigo che ha curato due facce della struttura piramidale. La base della Neth di Castello Ursino è in basalto etneo, lo stesso che sarà utilizzato per la versione definitiva.

Oltre alle opere d’arte, la musica sarà rappresentata da quattro giovani artisti diplomati al conservatorio di Bari (Luigi Lasalandra, Giuseppe Loglisci, Gabriele Nuzzi, Enza Carenza), missionari dell’associazione Cascada.

Giuseppe Rogolino – artista

Missionari perché grazie anche ai loro concerti Cascada ha costruito una cisterna d’acqua e un dispensario medico per i bambini del villaggio di Uchugaga in Perù. Durante il concerto, intorno alla Neth e tra le opere, si muoveranno i giovani attori di Claudio Mazzenga de ‘Il Teatro che migliora la vita’ di Catania. Sempre dello stesso gruppo teatrale, ci saranno dei bambini che scopriranno la Neth e regaleranno dei bigliettini di Connessus con le frasi dette dagli attori. Infine, per la danza, il direttore artistico e coreografo Roberto Zappalà partecipa al progetto Connessus con MoDem, collettivo giovane CZD, diretto da Enrico Musmeci.

‘Aspettando Connessus: Artisti di frontiera per i popoli in fuga’ sarà una performance artistica senza separazione fra visitatori ed artisti, perché Connessus mira a far sentire le persone parte dell’opera: “è molto diverso osservare un’aquila che vola, dal volare insieme ad essa”, scrive Rogolino. L’aspetto più drammatico del profugo, infatti, “è quello di non essere recepito per ciò che realmente è, poiché quasi sempre viene distorto da luoghi comuni e paure spesso infondate”.

Rosario Genovese – artista

“Per i siciliani però non è così – sottolinea – perché il primo approdo sicuro per i popoli in fuga è proprio la Sicilia, una terra con radici culturali profonde e antiche, abitata da un popolo che ha provato sulla propria pelle secoli di fughe e lotte per la libertà”. Ecco perché Connessus parte da Catania ed ecco perché l’Associazione Salvatoriana Cascada, il Comune di Catania e la Regione Sicilia, hanno deciso di

dedicare questo evento ad Angelo D’Arrigo, l’uomo che condivideva il cielo con le aquile volando insieme a loro. “Il mondo della cultura si sta muovendo verso questa direzione, ottenendo ottimi risultati, come per l’Orso d’Oro del Festival di Berlino assegnato al film ‘Fuocoammare’ del regista Gianfranco Rosi”, osservano infine ottimisti D’Arrigo e Rogolino. ‘Connessus’ è sotto il patrocinio di VoleRai, la Consulta Rai per il Volontariato, e della Lega Ottimisti d’Italia.

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